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“Eikon, ovvero l’arte vicentina di scrivere icone”

“Eikon, ovvero l’arte vicentina di scrivere icone”

Sabato 30 marzo apre a Monticello l’esposizione della Maestra iconografa Maria Grazia Zampieri

Nella raccolta atmosfera della Chiesetta di Santa Maria Assunta di Vigardolo a Monticello Conte Otto sabato 30 marzo 2019 apre l’esposizione di icone e figure sacre ad opera dell’artista bolzanese Maria Grazia Zampieri.

Il progetto espositivo, promosso dall’Associazione Culturale BOLArt, di cui Zampieri è membro senior, e dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Monticello di Conte Otto, si articola in un percorso composto di ventisei opere, chiaramente distinto tra figure sacre e icone, benedette e non. La produzione di Maria Grazia Zampieri si presenta come un’antologia completa delle classiche raffigurazioni, dalle varianti icone del Cristo Archeopata, Pantocratore e della Misericordia alle diverse rappresentazioni della Madre di Dio, dalle immagini della Sacra Famiglia a quelle degli Angeli. Non mancano pezzi particolarmente complessi come la Trinità e l’Annunciazione e un paio di dipinti ispirati agli affreschi di Ubaldo Oppi che decorano la vicina Chiesa arcipretale di Bolzano Vicentino, paese in cui è nata e tutt’oggi vive l’artista.

Maria Grazia Zampieri, formata come decoratrice di ceramica, è Maestra d’Arte presso la Scuola Iconografica del Santuario di Santa Maria Salus Infirmorum in Scaldaferro di Pozzoleone, ma pratica da decenni la “scrittura dell’icona”, come ella stessa definisce il rituale che sottende la nascita dell’immagine sacra.

Zampieri vive il momento artistico come atto di conoscenza e poi di fede: la sua sfida è stata quella di mettersi in gioco per imparare umilmente a conoscere prima di giudicare, arrivando a comprendere che il simbolismo delle icone è un codice di comunicazione condiviso attraverso colori, forme, atteggiamenti …. L’atto di fede è stato invece un coronamento di un percorso personale e spirituale, in quanto la Nostra è consapevole di esercitare un’arte che l’ha avvicinata ancor di più al mistero del sacro: con la preghiera cerca l’ispirazione per l’opera; attraverso la creazione impara a conoscere più approfonditamente e, di riflesso, ad amare incondizionatamente il mondo.

L’inaugurazione ufficiale dell’esposizione è fissata per domenica 31 marzo alle ore 17.30 con l’intervento di Lorena Bizzotto, esperta in iconografia sacra che introdurrà il pubblico nel favoloso mondo delle raffigurazioni iconiche. La fruizione della mostra sarà anche innovativamente affidata ad una guida per dispositivi mobile via APP gratuita a disposizione dei visitatori che potranno accedere alla Chiesetta in forma libera e gratuita nei pomeriggi fino a domenica 7 aprile, dal martedì alla domenica dalle 16 alle 19 e durante le mattine di sabato e domenica dalle 10 alle 12.

EIKON | ICONA
Prega.Crea.Ama
Esposizione di icone sacre di Maria Grazia Zampieri
30 marzo – 7 aprile 2019
Chiesetta di Santa Maria Assunta Vigardolo – Monticello Conte Otto (Vicenza)

Per informazioni: info@menegusmichela.com.

 

Michela Menegus Paulin

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DISCORSI A TAVOLA

DISCORSI A TAVOLA

DISCORSI A TAVOLA

Venerdì 15 Giugno ore 20.00

Il PomoDoro Fattoria Sociale – Via Crosara – Bolzano Vicentino (Vicenza)

Conversazioni spontanee sulla Riforma Protestante a Vicenza tra città e campagna: intervento di Luigi Dalla Pozza su spunti di Michela Menegus con conclusiva cena genuina

Lutero soleva accogliere al suo desco parenti, amici, studiosi, pensionanti, intrattenendo con loro conversazioni su vari temi, tramandate poi nella raccolta intitolata per l’appunto Discorsi a tavola.

Dalla Germania all’Italia, con lo stesso desiderio di rinnovamento, l’associazione Native onlus propone una serata conviviale per ripercorrere tappe e fatti, persone e protagonisti della Riforma Protestante nel Cinquecento tra la città e le zone rurali di Vicenza. I discorsi a tavola, imbastiti da  Luigi Dalla Pozza su spunti di Michela Menegus, trovano nel contesto della fattoria sociale  “Il PomoDoro” un luogo privilegiato anche per rievocare gli accadimenti storico-religiosi della campagna vicentina, per divulgare una cultura dell’integrazione e del pluralismo, unendola a fini solidaristici verso la struttura ospitante.

Contributo per la serata Euro 20,00 a persona | Euro 37,00 a coppia

comprensivo del libro di Luigi Dalla Pozza “La Riforma Protestante a Vicenza”

e della cena vegetariana con i prodotti genuini della fattoria sociale “Il PomoDoro”:

* Antipasto: Cilindro di farro alle verdure del campo

* Primo: Pasticcio contadino

* Secondo: Parmigiana di melanzane con contorni di stagione

* Dessert: Torta di farro e carote

* Bevande: Acqua, Vino della casa, Caffè

[Il menu può variare in base alla disponibilità delle materie prime]

PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA FINO AD ESAURIMENTO POSTI:

tel. 340 287 8516 |  info@menegusmichela.com

Iniziativa dell’associazione Native Onlus di Vicenza | www.nativeonlus.it

 

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“A filo d’acqua: 4 novembre 1966″

“A filo d’acqua: 4 novembre 1966″
A filo d’acqua: 4 novembre 1966
Monologo teatrale e live painting performance

 

(in ordine alfabetico)

Autori:

Marcello De Boni e Michela Menegus

Sceneggiatori:

Marcello De Boni e Michela Menegus

Interprete:

Marcello De Boni

Voce narrante:

Silvia Baldinato

Maestri d’arte:    Pino Bassetto e Alessandro Beggio

Colonna sonora:Gabriele Grotto

L’opera teatrale “A filo d’acqua: 4 novembre 1966” è stata ideata, scritta e messa in scena da componenti dell’Associazione Culturale BOLArt in accoglimento dell’invito che l’Amministrazione Comunale di Bolzano Vicentino ha rivolto agli operatori territoriali per rievocare la memoria dei fatti dell’alluvione che ha colpito il territorio bolzanese nel novembre 1966. Oltreché alla strutturazione dell’esposizione fotografica e documentale “El Tesena rapace” ed alla sua digitalizzazione che aprirà venerdì 4 novembre e sarà visitabile fino al 13 novembre, l’Associazione Culturale BOLArt ha voluto tributare un omaggio al paese cimentandosi in un’opera di memoria inedita e innovativa, sia nei contenuti che nella forma.

Di qui la scelta di partire dal recupero di memorie orali di testimoni sopravvissuti alla tragedia del ’66 e di raccogliere i documenti tecnici e di cronaca relativi all’evento calamitoso da qui nasce poi la paziente ricostruzione dei fatti e la loro organizzarli in un impianto narrativo di prospettiva sia individuale che corale ad opera di Michela Menegus e Marcello De Boni.

L’opera “ A filo d’acqua” è stata strutturata in modo duale, mettendo in opera le risorse ed i talenti dei componenti dell’associazione, letterati e pittori in primis. La componente verbale, costituita da un monologo teatrale articolato su due voci, quella di Marcello De Boni e di Silvia Baldinato, e che spesso assume la forma di soliloquio, è sorretta dunque visivamente dalla raffigurazione pittorica dal vivo della tragedia, narrata in fieri dai pittori Pino Bassetto e  Alessandro Beggio secondo un sequenza temporale e una progressione geografica. Il monologo si divarica in una voce fuori campo, la quale espone la cronaca dei fatti in modo asettico, impersonale e conciso, e la voce di chi ha vissuto la tragedia, la quale condivide l’accaduto in modo soggettivo, intimo e suggestivo. La colonna sonora strumentale dal vivo è giocata sulle percussioni e appositamente concepita dal musicista Gabriele Grotta, con l’espressa finalità di rievocare il contesto e di amplificare l’aspetto emozionale della tragedia attraverso le sensazioni uditive.

Il monologo della durata di un’ora,si articola in nove capitoli

Preambolo “Acqua, sempre e solo acqua”  – Capitolo 1  “L’acqua scorre all’indietro” -  Capitolo 2  “Legni nell’acqua, uccelli nel cielo” – Capitolo 3  “La Bianchina galleggia” – Capitolo 4  “Una luce nel buio” – Capitolo 5  “Una dimenticanza fatale” – Capitolo 6  “Quella vecchia, ma tragica fattoria …” – Capitolo 7  “Vite in bilico” – Epilogo     “Un trattore per ricominciare”

raccontando l’alluvione in un crescendo di tensione, ma concludendo la drammatizzazione con uno spiraglio di speranza, non a caso rappresentata sia materialmente che simbolicamente dall’immagine del trattore a filo d’aqua.

“A filo d’acqua: 4 novembre 1966” – Monologo teatrale e live painting performance

Sabato 5 novembre 2016 ore 20.45 – Teatro Ariston, Piazza Roma, Bolzano Vicentino (Vicenza)

INGRESSO LIBERO E GRATUITO

 

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“La Natura è Donna”

“La Natura è Donna”

 

Roberta Battaglia

“Ascolto e fotografo tutto … ma con gli occhi” (Roberta Battaglia)

Roberta Battaglia è un’artista trentenne il cui destino era già stato scritto sin da piccola quando vagava per le montagne a ridosso del bassanese – sua terra d’origine – con il borsone rosso contenente una Canon AT1, usata dal padre, e una vecchia Canon Instamatic 25, che stampava foto quadrate, e che Roberta utilizzava per inquadrare il suo primo mondo, quello “ad altezza bambino”.

La magia dal fotografare con una scatola di scarpe e sviluppare il rullino in camera oscura diventa poi perizia tecnica acquisita attraverso al corso di studi all’Istituto d’Arte “Michele Fanoli” di Cittadella con specializzazione in Grafica e, naturalmente, in Fotografia.

L’arte fotografica è da lei dapprima approcciata attraverso il paesaggismo, per essere in seguito integrata con la tecnica dello still life e del  ritratto, soprattutto in bianco e nero, a cui è stata formata dal grande maestro tedesco Wowe (Wolfgang Wesener) con cui ella ha lavorato durante il periodo italiano tra Asolo e Cavaso del Tomba.

Nel 2010 fonda il suo studio fotografico.

“La Natura è Donna”

L’esposizione fotografica che s’inaugura sabato 8 ottobre alle ore 18 presso la Chiesetta di Santa Maria Assunta di Vigardolo di Monticello Conte Otto (Vicenza)  è, di fatto, la prima personale in cui Roberta Battaglia parla silenziosamente del suo approccio alla vita.

Un atteggiamento fatto di curiosità e di osservazione delle esistenze di passaggio; un appostamento per cogliere gli attimi topici di un mondo che scorre velocemente; un’ispezione della quotidianità per ricercare negli occhi un’umanità genuina; un frugare nei discorsi altrui volto ad immaginare destini intrecciati.

Battaglia adotta così la prospettiva della gente al lavoro, al mercato, nelle stazioni, nelle piazze, stipando la mente di idee e di emozioni: “idee pesanti che fanno pendere la testa nel verso del binario che prende la vita”, come dice l’artista.

La sequenza dell’esposizione, che contempla una ventina di scatti scelti, è di fatto la dimostrazione visiva di un teorema sostenuto da Roberta Battaglia: la Natura è Donna.

Lo fa in un percorso, à rebours, controcorrente per l’appunto perché Roberta ritorna alla passione iniziale per la tecnica paesaggistica per arrivare a comporre una ventina di scenari naturali intercalati da qualche ritratto femmineo raffigurante le età della donna più care alla Nostra: la nonna, la madre, la bambina.

Perché innanzitutto la Donna di Roberta è la trasposizione visiva di una memoria orale data dalla “vecchiezza” – crasi di vecchiaia e saggezza -; perché la Donna di Roberta è “fatta tutta d’un pezzo”, come la solida madre; perché la Donna di Roberta è la freschezza di una vita giovane che è capace di librarsi con stupore e divismo tra il vento e il mare.

La Donna di Roberta è descritta attraverso metafore visive mutuate dal mondo rurale: ecco quindi che le linee diritte della semina si materializzano in lunghe chiome di capelli, le curve dei declini si trasfondono nelle sinuosità muliebri in un rapporto osmotico tra elementi naturali e tratti femminei.

Ma quale tipo di donna questi scatti naturali fanno intravedere?

Una Donna impetuosa e travolgente come l’acqua del Brenta in piena catturata dal Ponte di Bassano del Grappa;

una Donna dura e aspra come la roccia delle adorate cime;

una Donna che abbaglia la vista come il sole che rifrange, ammanta e accalora le vette;

una Donna dalla presenza perdurante e insidiosa come il vento incessante e infiltrante.

L’arte fotografica di Roberta è in primis un processo concettuale; nasce dal suo filtro sensoriale prevalente – quello visivo – sorretto in seconda battuta da quello olfattivo ed auditivo.

Gli stampati esposti, frutto di esercizio di memoria sinestetica e di elaborazione mentale, non sono semplicemente figurativi ma emanano veri e propri sentori e rumori.

La Donna di Roberta è una presenza evocata pertanto attraverso i sensi e le sensazioni tattili nei suoi scatti naturali:

una Donna poco verbosa il cui sonoro si perde negli echi che rimbalzano tra le montagne;

una Donna che avvolge con le calde emanazioni del polveroso fieno;

una Donna che sa’ di latte e da legna bruciata;

una Donna pericolosa, quasi d’ispirazione baudelariana, che è allo stesso tempo taumaturga con i suoi sentori di erica e di resine balsamiche, ma che può diventare acremente pungente con i suoi rimandi di pino mugo.

In ultima analisi, l’esposizione di Roberta Battaglia parla di una Donna tanto potente da togliere il fiato e che dunque può essere ri-chiamata unicamente attraverso le immagini spettacolari della Natura.

ESPOSIZIONE PERSONALE DELLA FOTOGRAFA ROBERTA BATTAGLIA

CHIESETTA DI SANTA MARIA ASSUNTA

Via Vigardoletto, 36010 Vigardolo VI, Italia

INGRESSO LIBERO

VERNISSAGE: SABATO 8 OTTOBRE ORE 18.00

PRESENTAZIONE A CURA DI MICHELA MENEGUS PAULIN

LETTURE A CURA DELL’ATTRICE ELEONORA FONTANA

 FINISSAGE:  VENERDI’ 14 OTTOBRE ORE 20.45

INTRATTENIMENTO MUSICALE CON IL CANATUTORE DAVIDE PERON

ESPOSIZIONE APERTA DALL’8 AL 15 OTTOBRE 2016 CON I SEGUENTI ORARI

MAR/VEN. 16.00-19.00 – SAB/DOM. 10.00-12.00/16.00-19.00 – LUN. CHIUSO

EVENTO ORGANIZZATO DA ASSOCIAZIONE CULTURALE BOLART CON IL PATROCINIO DELL’ASSESSORATO ALLA CULTURA DEL COMUNE DI MONTICELLO CONTE OTTO (VICENZA)

Per info: info@menegusmichela.com

 

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“Viaggi da remoto con i quadri di Mario Lazzaro”

“Viaggi da remoto con i quadri di Mario Lazzaro”
Viaggi da remoto con i quadri di Mario Lazzaro

Quando la ricerca del bello nell’arte diventa esperienza materialmente statica.

Dal 2 al 10 aprile 2016 l’associazione culturale BOLArt attiva ormai da anni nel campo delle arti e della cultura territoriale, propone con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Monticello Conte Otto, la personale di pittura di Mario Lazzaro nella pregevole sede espositiva della Chiesetta di Santa Maria Assunta a Vigardolo.

Artista bolzanese, orgogliosamente autodidatta con predilezione per la tecnica ad olio, Mario Lazzaro ama definirsi “pittore neo-impressionista” per la sua inclinazione a trasfigurare il paesaggio a partire dal dato oggettivo della fotografia. Perché così è stato il suo approccio con l’arte e poi con il mondo: senza maestri, una scatola di colori regalata, il legame con luoghi tanto distanti dalla sua realtà, universi rivissuti attraverso le cartoline, oggetto di culto vintage di un antico modo di viaggiare.

“Viaggi da remoto” è dunque la consacrazione al mondo di un pittore schivo e intimista che si espone al pubblico con una produzione che va dagli anni Ottanta fino ai giorni nostri, quasi all’insegna della misantropia pittorica: nessuna presenza umana tranne quella del “Io pictor” che dialoga tacitamente con la natura. Il percorso espositivo si risolve così in un continuum di diciotto paesaggi dove l’immaginario di Lazzaro spazia da altitudini montane fino a rilassanti acque, passando per caldi tramonti. Egli imprime sulla tela i magici momenti dei colori dopo un acquazzone estivo; traduce con delicatezza le architetture riflesse nelle acque; racconta a pennellate vigorose la contesa per il trionfo delle nuances autunnali in un bosco; trasporta in pittura il silenzio di cavalli che pascolano ad alta quota. I quadri di Lazzaro raccontano un’ammirazione naïve e silenziosa per la naturalità della vita declinata in tutte manifestazioni; i suoi lucenti dipinti parlano con forza sinestetica trascinando gli spiriti in una bucolica dimensione atemporale. La pittura di Lazzaro è dunque un viaggio mentale senza spostamento fisico, da remoto per l’appunto; a significare che la ricerca del bello nell’arte e nella vita si può tradurre in un’esperienza intimamente emozionale e concettuale, seppur materialmente statica.

L’evento s’inserisce nel più ampio progetto “iperBOLArt” atto a valorizzazione dei talenti individuali di BOLArt, un gruppo di artisti e intellettuali sopra le righe per l’appunto, in virtù della loro personalità e della loro formazione.  Il pittore Lazzaro sarà quindi affiancato nel finissage che si terrà alle ore 18 di domenica 10 aprile, momento in cui un compagno d’arte, l’attore Marcello De Boni interpreterà alcuni brani di letteratura di viaggio e d’immaginazione.


Esposizione: “Viaggi da remoto” – Esposizione personale del pittore Mario Lazzaro

Chiesetta di Santa Maria Assunta a Vigardolo di Monticello Conte Otto (Vicenza)

Ingresso libero

Durata: dal 2 al 10 aprile 2016

Orari:

martedì-domenica:16-19 – sabato e domenica anche la mattina:10-12  – lunedì chiuso

Curatrice: Michela Menegus Paulin – Informazioni: info@menegusmichela.com

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“A Monticello Conte Otto l’expo di BOLArt per riflettere sulle donne”

Il Dono - Foto di Alessandro Beggio
Sabato 5 marzo alle 17.30 s’inaugura la mostra multidisciplinare

L’Assessorato alla Cultura del Comune di Monticello Conte Otto inizia apre i festeggiamenti per la Festa delle Donne già sabato 5 marzo alle ore 17.30 con l’inaugurazione di “Mulier – Riflessioni sull’essenza del femminile” un expo multidisciplinare organizzato dall’Associazione Culturale BOLArt nell’intima cornice della Chiesetta di Santa Maria Assunta di Vigardolo.

“Mulier” nasce come momento di riflessione sulla percezione della donna, sia come oggetto che come agente elaborato da un gruppo di artisti eterogeneo età, sesso, formazione e cultura, che hanno contribuito a compilare una sorta di indagine sociologa non scritta, raccontando l’Esser Donna attraverso le emozioni coloristiche della pittura, le istantanee di vita delle fotografie, il misticismo dell’arte iconografica, le sensazioni tattili della scultura.

Per la sezione pittorica espongono:  Pino Bassetto, Marcello De Boni, Marisa Girlanda, Gilda Guiotto, Mario Lazzaro, Graziella Poianella, Annadiana Vajenti, Agnese Vanzan, Laura Vitali, Biana Zanonanto.

Per la sezione fotografica espongono:Diego Albanese, Silvia Baldinato, Roberta Battaglia, Alessandro Beggio, Daniele Masi

Per la sezione iconografica espone:Maria Grazia Zampieri.

Per la sezione plastica espone: Alessandro Maggioni.

Sempre nella cornice della Chiesetta di Santa Maria Assunta, martedì 8 marzo alle ore 20.45 l’Amministrazione Comunale di Monticello Conte Otto tributerà un omaggio alle Donne offrendo l’intrattenimento letterario con cocktail finale “Un mondo di Donne” con lo scrittore e giornalista vicentino Tommasino Giaretta.

L’ingresso alla mostra ed agli eventi è libero e gratuito.

L’expo sarà visitabile fino a domenica 13 marzo 2016 con il seguente orario: Martedì-Venerdì: 16-19 /Sabato e Domenica: 10-12/16-19 /Lunedì chiuso.

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“MULIER”

Sabato 5 marzo ore 17.30 inugurazione di
MULIER
Riflessioni sull’essenza del femminile
Expo di arti pittoriche, plastiche e fotografiche a cura degli artisti di BOLArt.
Chiesetta di Santa Maria Assunta, Via Vigardoletto, Vigardolo di Monticello Conte Otto (Vicenza)

APERTURA:
5 – 13 marzo 2016

ORARI:
martedì – venerdì 16.00 -19.00
sabato – domenica 10.00 -12.00 / 16.00 -19.00
lunedì chiuso

Martedì 8 marzo alle ore 20.45
Intrettenimento letterario “Un mondo di Donne”
con lo scrittore Tommasino Giaretta
e con cocktail finale offerto
dall’Amministrazione Comunale per festeggiare le donne.

Informazioni:
www.comune.monticello.vi.it
www.menegusmichela.com

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“Made in Bolzano, tra cultura e colture sostenibili”

“Made in Bolzano, tra cultura e colture sostenibili”
Made in Bolzano, tra cultura e colture sostenibili
Venerdì 4 dicembre alla fattoria il PomoDoro si consumano le tradizioni “orali” dell’est vicentino

Venerdì 4 dicembre 2015 ore 19.00

Made in Bolzano, il  Letter-Aperitivo presso Il PomoDoro Onlus Fattoria Sociale – Via Crosara – 36050 Bolzano Vicentino (Vicentino)

L’aperitivo letterario “Made in Bolzano” del 4 dicembre alle ore 19 alla Fattoria sociale il PomoDoro di Bolzano Vicentino promette un venerdì fuori porta all’insegna della letteratura e della gastronomia sostenibili.

Il tutto parte da “di BOCCA in BOCCA”, libro che racconta tradizioni e particolarità culinarie di una parte quasi sconosciuta della provincia di Vicenza – appunto Bolzano  Vicentino e dintorni – inserendo la cultura alimentare locale nel contesto storico del Dopoguerra fino ai giorni nostri e mettendo in luce le tipicità offerte dal territorio attraverso ricette di abitanti locali e brani letterari dello scrittore e giornalista Tommasino Giaretta.

E sarà proprio il cantore letterario dell’est vicentino, Giaretta, ad affiancare le due autrici bolzanesi “di BOCCA in BOCCA”, il promotore territoriale Michela Menegus e la dietista Graziella Poianella, in quella che vuole essere una chiacchierata sul tema della tradizione gastronomica, condotta interagendo con il pubblico e intramezzata da “goti” di vino e da qualcosa “da metter sotto i denti” che evochi i sapori semplici di una volta.

Aver scelto come location dell’evento la Fattoria Sociale il PomoDoro significa tuffarsi nel cuore della storia e dell’agricoltura bolzanese, tra i campi di grano, le risorgive e i mulini della frazione di Crosara; vuol dire calarsi in un contesto architettonico umile e essenziale, la cui destinazione residenziale e lavorativa sottendeva tuttavia la dimensione sociale dell’atto gastronomico di qualche decennio fa; implica, infine, concepire il lavoro della terra come strumento di inclusione sociale.

Saranno, infatti, i ragazzi con disabilità fisiche e cognitive della fattoria sociale a preparare e a servire ai tavoli l’aperitivo composto da alimenti genuini, stagionali e tradizionalmente bolzanesi, dove verdure, pane e polenta sono prodotti de il PomoDoro Onlus, grana e asiago provengono della Latteria Sociale locale, cotechino e uova sono reperiti da aziende agricole vicentine a km 10:

Vin bianco “Bocara” Gambellara DOC Cantina Cavazza con i bocconcini:

- Crostino con salsa di cipolla

- Ovo Sodo

- Crostino con broccolo fiolaro e grana DOP

Vin nero Merlot BIO IGT “MASOT” 2012 Fattoria Sociale “La Costa”con i bocconcini:

- Crostino con salsa di fagioli

- Torta salata di verze

- Cubetto di polenta e cotechino

Made in Bolzano è dunque un momento applicativo della filosofia delle autrici di “di BOCCA in BOCCA” dove parlare di ciò che si è mangiato diventa  un invito a mangiare in modo nuovo ciò di cui si è parlato.

INFO

Costo dell’aperitivo a il PomoDoro: Euro 8,00 comprensivo dei ”due goti de vin” con tutti i bocconcini.

Parte del ricavato della vendita del libro disponibile in loco sarà devoluto a il PomoDoro. Posti limitati – Su prenotazione:
info@menegusmichela.com – tel. 328/9115485
lella@afuocolento.info – tel. 333/1808229

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“MADE IN BOLZANO – IL LETTER-APERITIVO”

“MADE IN BOLZANO – IL LETTER-APERITIVO”
Venerdì 4 dicembre 2015 alle ore 19.00
il PomoDoro onlus, Via Crosara a Bolzano Vicentino (Vicenza)

In compagnia delle autrici Michela Menegus e Graziella Poianella e dello scrittore Tommasino Giaretta si faranno “do ciacole” circa il nuovo libro su Bolzano Vicentino “di BOCCA in BOCCA” tra un buon bicchiere di vino e i “bocconcini” Made in Bolzano preparati dai giovani della fattoria sociale. La quota dell’aperitivo da corrispondere come contribuzione al il PomoDoro è di Euro 8,00. Parte del ricavato della vendita del libro disponibile in loco sarà devoluto a il PomoDoro.

ATTENZIONE:

In ragione degli spazi a disposizione, i posti sono limitati quindi su prenotazione.

Visto il fitto calendario di manifestazioni al il PomoDoro, per questo evento il centro prenotazioni è supportato da:

Michela: info@menegusmichela.com – tel. 328/9115485

Lella: info@afuocolento.info – tel. 333/1808229.

 

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“di BOCCA in BOCCA”

“di BOCCA in BOCCA”

di BOCCA in BOCCA
Storie di ordinaria gastronomia dall’Est Vicentino:

Bolzano Vicentino e dintorni

Autori: Michela Menegus Paulin e Graziella Poianella
Prefazione: Francesco Soletti

 

Foto: Roberta Battaglia, Alessandro Beggio, Daniele Masi

Contribuzioni letterarie: Tommasino Giaretta

Contribuzioni scientifiche: Diego Albanese

La pubblicazione racconta tradizioni e particolarità gastronomiche di una parte della provincia di Vicenza, è diviso in quattro capitoli, ha come filo conduttore la gastronomia, inserita nel contesto storico, con l’evoluzione dell’economia e dei consumi, con le tipicità offerte dal territorio inserite in ricette proposte in modo classico oppure rivisitate. A fare da contrappunto tra un viaggio nel territorio e una ricetta, alcuni brani di scrittori locali che descrivono la vita di paese nel passato ed alcune note di carattere scientiifico-medicale. Dalla grafica accattivante e ricco di belle immagini, propone un modo diverso di raccontare l’est vicentino.

Titolo: di Bocca in Bocca
Autori: Menegus Paulin Michela Poianella Graziella 
Isbn: 9788884497673
Anno: 2015
Formato: A5
Pagine: 136
Prezzo: 12.00

 

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