Menegus Michela

“AstrattaMente Reale”

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

08/04/2014

AstrattaMente Reale

Recensione critica per la mostra personale del pittore vicentino Alessandro Beggio “AstrattaMente Reale” – 25 aprile 2014

Alessandro Beggio reclama la sua identità artistica sin dal lontano 1979 quando, iniziato al mondo dell’arte dal maestro Otello De Maria, si forma a contatto delle più significative espressioni artistiche del vicentino. Si stacca presto dalle iniziali esperienze figurative rivolgendosi all’astrattismo, forma espressiva più congeniale alla sua polivalente personalità.

Se il suo furor creativo prescinde quindi la rappresentazione oggettiva del Reale, la sua volontà di conoscere attraverso l’opera pittorica lo porta a sviluppare nel corso dei decenni un linguaggio pittorico immaginifico: Beggio apre così un percorso di epistemologia del dato reale condotto con una forma mentis giammai incatenata dalla figura, bensì ancorata dalla forma cromatica che oggi appare più calda rispetto alle prime algide produzioni.

La realtà di Beggio parte infatti dalla texture del quadro: macchie di colore materico nate in una piattaforma di incontro di tessuti, sabbie, polveri, velature rese con colori acrilici e graffiature che intersecano gli elementi della composizione in progress.

La scelta cromatica di base è prerogativa dell’artista; su di essa egli poi inizia il suo costrutto mediante un processo di associazioni sinestetiche. L’inizio della comunicazione avviene in prima battuta con l’accostamento inedito di tavolozze: prevalenza di varietà di grigio su cui stridono le tonalità ocra, su cui arridono i rosati, sui cui spazia il non-colore bianco, sui cui si impongono i toni verdi e blu. Le emozioni trasposte con luminosità e sollecitate con uno scarto mnemonico testimoniano con quanto vigore una forma pittorica possa diventare una narrazione paziente e persuasiva, marcata da messaggi subliminari e codici criptati.

Oggetto centrale dell’indagine rimane il paesaggio urbano, evoluzione delle architetture dei primordi, quasi sempre privato della figura ma non della presenza umana, quindi fortemente antropizzato: simulazioni di visioni a volo d’uccello, monoprospettive di agglomerati, porzioni di archeologia industriale, accessi rubati al tempo, strutture di ispirazione modernista, sono immagini scomposte e ricomposte, poi collegate organicamente da ponti stilizzati i quali assurgono a nessi mentali e scandiscono il ritmo delle storie dipinte di Beggio. E se talvolta  l’artista rompe il processo logico di indagine inserendo nella sua produzione elementi figurativi riconoscibili, essi per lo più sono riconducibili a volumi muliebri che egli rende con inattesa sensualità e di cui egli si serve per scandagliare il mondo dei sentimenti.

AstrattaMente Reale è pertanto una sintesi pittorica di conoscenza della realtà in cui Beggio saggia metodologie e condizioni per esprimere idee, senza tuttavia scivolare in una forma d’arte concettuale. Le sue pitture sono infine incubatori di concetti, se non di istanze sociali, che tuttavia non ne turbano la piacevolezza estetica ed il godimento.

Perché la spinta libertaria del nostro painter indipendente lascia sempre all’estimatore “il piacere e il tempo di vedere l’opera prima ancora di capirla”.

 

Michela Menegus Paulin

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“L’epopea del contastorie tra i vigneti dei Colli Berici”

“L’epopea del contastorie tra i vigneti dei Colli Berici”

20 novembre 2013

L’epopea del contastorie tra i vigneti dei Colli Berici

A Castegnero arriva Veneto Mistero con il nuovo recital dello scrittore Giaretta

Venerdì 22 novembre alle ore 20.30 Veneto Mistero, il Festival di spettacoli culturali dedicato interamente ai luoghi leggendari e misteriosi della regione, spunta tra i vigneti dei Colli di Castegnero, nella storica tenuta vitivinicola Costalunga.

Questo evento, organizzato dalla Pro loco di Castegnero in collaborazione con l’Associazione Culturale BOLArt di Bolzano Vicentino, ha un titolo impegnativo che lascia presagire la vena sociologica della kermesse: “La figura del Contastorie tra timori ancestrali e paure moderne”.

Il nuovo spettacolo, sceneggiato a tre mani dallo scrittore Tommasino Giaretta, dalla copywriter Michela Menegus e dall’attore Marcello De Boni, nasce dall’esigenza, dopo cinque anni di festival sul mistero e sui filò, di ritagliare uno spazio di riflessione tutto dedicato al personaggio contastorie, mitico cantore e protagonista indiscusso dei filò della campagna vicentina del Novecento, che lo scrittore Giaretta aveva già celebrato in tempi non sospetti con i due suoi racconti: El filò (da Storie in corte, 2001) e Il Contastorie (da Oraponobi, 2005).

L’impianto di questo recital alterna monologhi, letture espressive e testi recitati ad opera dello stesso autore e del gruppo teatrale amatoriale I Semprepiùverdi e mira a ricreare l’atmosfera dei passati momenti di vita sociale nelle stalle, dove episodi di vita paesana e pettegolezzi venivano conditi da leggende e superstizioni. Ecco dunque messe in scena le fantasmagoriche storie popolari, come quella de L’Omo invisibile (da Orapronobi, 2005) e del salbaneo del L’Anfora misteriosa (dall’omonimo racconto inedito), e la rievocazione dei ripari nelle stalle nell’attesa dell’incursione del misterioso e famigerato aereo Pippo (da Il mondo di Tote, 2011) durante l’ultimo conflitto mondiale.

La performance, musicata dalla compositrice e fisarmonicista Bruna Patera, conosce dei picchi altamente lirici nel narrare l’ascesa, l’apice e quindi la fine dell’opera del contastorie: se il buio era il suo più grande complice nell’espletamento della sua missione, con l’avvento delle luci della televisione ed il conseguente cambiamento dello stile di vita delle famiglie nelle comunità di campagna, egli si trova esautorato del suo ruolo sociale di comunicatore conoscendo una morte in assoluta solitudine.

La scomparsa del contastorie marca l’inizio di quello che sarà la radicale trasformazione del mondo rurale tra i due secoli, che Tommasino Giaretta, da buon giornalista pubblicista e indagatore di fatti e personaggi tra la provincia di Vicenza e Padova, ha immortalato nei suoi cinque volumi di racconti, arrivando a ragione a guadagnarsi l’eredità delle “stimmate del narratore” che già furono del suo Jijio Costenaro.

Partecipazione libera. Posti limitati.

Info: proloco.castegnero@libero.itmichelamenegus@menegusmichela.com

Per saperne di più:

Veneto Spettacoli di Mistero: www.spettacolidimistero.it

Pro loco di Castegnero: www.prolococastegnero.it

Tommasino Giaretta: http://it.wikipedia.org/wiki/Tommasino_Giaretta

Associazione Culturale BOLArt: www.bolart.it

Az. Agricola Costalunga – Villa Maffei: www.costalungavini.com

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“Il mistero corre su … due ruote”

“Il mistero corre su … due ruote”

14/11/2013

Il mistero corre su … due ruote

Elfi, fade e striossi della pedemontana raccontati tra le risaie

Venerdì 15 novembre alle ore 20.30 Veneto Mistero, il Festival di spettacoli culturali dedicato interamente ai luoghi leggendari e misteriosi della regione, pedala fino a Grumolo delle Abbadesse. Perché proprio nella splendida Villa Canal, dimora del Cinquecento di ispirazione palladiana, progettata per essere la residenza estiva per la famiglia nobile veneziana Canal Badoer nella campagna vicentina tra le risaie e le rogge di risorgiva, si terrà la presentazione della novità editoriale 2013 per gli amanti del ciclo-escursionismo, ovvero il libro  “Leggende in bicicletta: misteri della Valsugana e leggende della Valbrenta” a cura degli scrittori Simone Cavallin e Roberto Frison.

La serata vedrà gli stessi autori, protagonisti anche della puntata radiofonica Radio Mistero andata in onda lo scorso 30 ottobre su Radio Vicenza, impegnati in un recital che svelerà i misteri del nome e del letto fluviale della Brenta, delle creature fatate dei cespugli di erica della pedemontana, dei maestri alchimisti della ceramica bassanese e molto altro.

Simone Cavallin, insegnante di lettere, giornalista e scrittore di Romano d’Ezzelino, collabora con enti e riviste dedicate alle eccellenze e all’identità dell’area pedemontana veneta e dirige le pagine del portale di divulgazione storico – letteraria ezzelinodaromano.it. Appassionato di letteratura per l’infanzia, ha pubblicato filastrocche per bambini sul periodico Gustavo – L’elefantino blu e scritto un romanzo-saggio per bambini dedicato al suo paese: Io sono Romano.

Roberto Frison, anch’egli romanotto di origini contadine, odontotecnico di professione e dirigente CNA a più livelli, si dedica da sempre alla civiltà rurale, approfondendo aspetti e aneddoti della tradizione popolare veneta. Collabora con quotidiani e riviste locali, scrive romanzi e spettacoli teatrali, organizza iniziative e manifestazioni culturali, anche in seno al Palio delle Contrade di Romano, dove crea gli Angoli Rustici. Dal 2009 è progettista culturale per la rassegna Veneto Spettacoli di Mistero dove opera anche come esperto di favolistica popolare.

Lo spettacolo di Villa Canal è rivolto ad un pubblico eterogeneo vicino alla natura, amante dei paesaggi, attento alla storia locale: dagli sportivi delle due ruote ai nuclei famigliari o ai gruppi di amici, che sempre più spesso praticano le due ruote come occasione di condivisione e di vita sociale.

In definitiva la serata offre ad un target variegato di pubblico una lettura del nostro territorio attraverso la cultura del mondo magico e misterioso della favolistica popolare con due interpreti al di fuori degli schemi.

INGRESSO GRATUITO fino ad esaurimento posti – Posti limitati

PER SAPERNE DI PIU’

Organizzatore: Pro loco Bolzano Vicentino – e-mail: proloco.bolzanovicentino@virgilio.it

Direzione artsistica ed esecutiva: Michela Menegus www.menegusmichela.com

Leggende in bicicletta http://www.leggendeinbicicletta.it

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“Lo scrittore Giaretta scioglie i misteri delle Risorgive”

“Lo scrittore Giaretta scioglie i misteri delle Risorgive”
Tommasino Giaretta in una scena de “L’omo invisibile”

 

5 novembre 2013

Lo scrittore Giaretta scioglie i misteri delle Risorgive

Un reading con degustazioni di pesce d’acqua dolce in una delle più antiche dimore rurali bolzanesi

Sabato 9 novembre alle ore 20 Veneto Mistero, il Festival di spettacoli culturali dedicato interamente ai luoghi leggendari e misteriosi della regione, ritorna a Bolzano Vicentino, paese della fascia delle Risorgive dell’est vicentino.

Ed è proprio sul tema dell’acqua e della morfologia del territorio che lo scrittore Tommasino Giaretta, accompagnato dalla fisarmonicista Bruna Patera, intratterrà il pubblico raccontando il paesaggio della campagna vicentina e padovana ed i suoi elementi geologici peculiari attraverso le leggende, le storie, le superstizioni e le simbologie ad essi collegati: ecco che ne Il Fontanòn del Diavolo  – racconto che ha ottenuto la menzione speciale alla prima edizione del Festival del Mistero nel 2009 – svela il mistero dell’acqua delle polle e delle rogge di risorgiva; nell’inedito La motta del Diavolo scava sugli anomali tumuli di terra che interrompono l’orizzonte piatto della pianura; nell’originale La Brentana si sprofonda negli abissi della paura causati dell’impetuosità dell’elemento liquido.

Giornalista pubblicista, da oltre vent’anni Tommasino Giaretta indaga tra la provincia di Vicenza e Padova raccogliendo le tradizioni orali e archiviando costumi; è considerato a tutti gli effetti il cantore di un mondo rurale di transizione tra i due secoli, che egli immortala attraverso personaggi e vicende di storia vissuta in cinque volumi di racconti: Storie in corte (2001), Storie memoria (2003), Orapronobi (2005), Storie dell’altro mondo (2008), Il mondo di Tote (2011).

Lo spettacolo organizzato dalla Pro loco di Bolzano Vicentino non poteva trovare una location più consona: Villa Dal Verme Chiericati Terreran è infatti uno dei palazzi rurali bolzanesi più antichi a qualche chilometro dal letto del Brenta, a pochi passi dal fiume Tesina e lungo la roggia di Risorgiva Ghebbo. Edificio di matrice gotica e con annessi rustici e portale d’ingresso settecenteschi, arredato nei saloni del pianoterra con preziosi caminetti del Sansovino, risale intorno al 1442, quando Francesco Lombardo di Venezia acquista parte dei beni confiscati dalla Repubblica dal condottiero Ludovico Dal Verme. Poco dopo, nel 1451, la proprietà viene venduta al nobile vicentino Bartolomeo Chiericati, sposatosi in quell’ anno con Anna Pagello. Gli stemmi raffigurati al primo piano nobile infatti appartengono agli sposi e al figlio primogenito Giovanni, che nel 1479 diventerà proprietario della tenuta.

Infine, in linea con il tema proposto, la cena consisterà in una declinazione di pesce d’acqua dolce DE.CO.: dalle degustazioni della pietanza vicentina per eccellenza, il bacalà, alla protagonista della serata, la trota iridea delle Risorgive, con il trionfo della specialità DE.CO. bolzanese: gli avannotti di trota in saor. Il tutto sarà innaffiato dall’etichetta territoriale Tergola, il pinot grigio in purezza della DOC Breganze che deriva il nome dalla famosa risorgiva e dalla roggia che solca Bolzano Vicentino.

Insomma una serata multidisciplinare dedicata alla cultura del territorio, ideata dalla progettista culturale Michela Menegus, i cui posti disponibili sono quasi tutti esauriti.

Partecipazione solo su prenotazione:

proloco.bolzanovicentino@virgilio.itmichelamenegus@menegusmichela.com

Per saperne di più:

Veneto Spettacoli di Mister: www.spettacolidimistero.it

Tommasino Giaretta: http://it.wikipedia.org/wiki/Tommasino_Giaretta

Villa Chiericati Terreran: www.villachiericatiterreran.com

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“Radio Vicenza: sette declinazioni misteriose creano un picco di audience”

“Radio Vicenza: sette declinazioni misteriose creano un picco di audience”

31 Ottobre 2013

Radio Vicenza: sette declinazioni misteriose creano un picco di audience

Dalle 22 alle 00 l’oralità delle leggende ha inciso l’immaginario di migliaia di ascoltatori

La notte del 30 ottobre è stata vinta la grande scommessa di Radio Mistero. Le ragioni del successo di una serata di racconti radiofonici nell’era digitale terrestre, del cinema 4D e del turismo 2.0 sono molteplici, alcune ancora da sviscerare. A ragione tuttavia si può ritenere che le molle scatenanti siano state la novità ed il fascino vintage della proposta mediatica, nonché la curiosità dettata dalla pudica affezione dei veneti al loro territorio, i quali si sono entusiasmati a sentir narrare da un’armata, ormai non più silenziosa di studiosi, ricercatori, storici, giornalisti, operatori culturali o semplicemente appassionati che hanno seguito le logiche dell’intuizione e del cuore e verso cui è dovuto un debito di gratitudine per il patrimonio salvato.

Questa milizia è capeggiata da Alberto Toso Fei, scrittore veneziano di fama nazionale e direttore artistico del festival Veneto Spettacoli di Mistero, ormai giunto alla quinta edizione. Ad Alberto Toso Fei va iscritto il merito di aver dato una collocazione letteraria al Veneto leggendario e, conseguentemente, una legittimazione alla tradizione orale e nuovi strumenti per la semiotica del mistero locale.

E il mistero popolare, che nasce dalla superstizione maliziosa e dall’ignorante pretesa di spiegare la fenomenologie del mondo e di proiettare nelle gigantografie dell’Omo Invisibile le umane paure ancestrali,  è stato raccontato attraverso la mitologia dei personaggi della campagna delle risorgive dell’est vicentino di Tommasino Giaretta – insegnante e giornalista di professione, scrittore per passione.

Non poteva mancare l’investigazione con una sensitività – nel senso anglofono del termine – tutta femminile sull’universo delle anguane della duevillese Margherita Michelazzo, la quale, con una garbata ma ferma esattezza da geografa, ha accompagnato gli ascoltatori in un viaggio tra mito e fantasia dove l’io della narratrice si è fuso in un mondo magico che trova appigli simbologici nel paesaggio antropizzato del Parco del Sojo di Lusiana.

Anguane e fade, bosco e acqua: il mistero indissolubilmente passa per l’elemento fluido, per le superfici dei laghi e le oscurità delle cavità naturali. Roberto Battiston, direttore del museo di Canal del Brenta e coordinatore della rete museale della Valstagna, ha trasferito le sue emozioni da speleologo nel racconto sugli incantati zufolii del Ponte sul lago del Subiolo.

L’incontenibile apologia della necessità di ritorno alla cultura dell’invisibile di Roberto Popi Frison si è vestita di una verve da salbaneo e di una malizia da baldriche: da animatore del territorio romanotto, da esperto favolista popolare, da sceneggiatore e traduttore di fole, l’intervento di Frison sul mondo del mistero è stato condito con una documentata improvvisazione e con uno sdoganamento espressionista del dialetto veneto.

Ma l’importante eredità storica romanotta è stata decifrata al pubblico da Simone Cavallin, insegnante, giornalista e scrittore, ma soprattutto giovanissimo appassionato studioso che ogni comunità ambirebbe annoverare tra i propri cittadini: la storia del drago Tarantasio è stata ricollegata da Cavallin al mito originale di Ezzelino da Romano con una curiosissima digressione finale di araldica.

E’ infine trapelato nell’etere il sentito trasporto con cui il nativo dell’altipiano di Asiago Ivan Baù ha raccontato la leggenda dei 4444 scalini di Cala del Sasso: di fatto un inno all’amore, che è suonato ancor più coinvolgente dalla voce dell’inventore di applicativi tecnologici all’avanguardia per esplorare il territorio. A significare che la forza della leggenda cavalca vincente il media crossing.

Radio Mistero è un cammeo regalato da Gigi Ferrari e Michela Menegus e messo in opera da  Radio Vicenza nell’ambito della rassegna regionale Veneto Spettacoli di Mistero.

Per chi desiderasse conoscere ed ascoltare dal vivo i protagonisti vicentini di questo evento mediatico ecco il calendario dei prossimi appuntamenti della rassegna regionale www.spettacolidimistero.it:

- Sabato 2 novembre 2013

Ars in Mystyerium Asiago 4U Mistery

Sala della Reggenza di Asiago

ore 18 Inaugurazione della mostra con Roberto Frison e Ivan Baù

- Venerdì 8 novembre 2013

In taberna quando sumus

Locanda al Leone  a Romano d’Ezzelino

ore 20.30 Serata di racconto enogastronomica con Roberto Frison e Simone Cavallin

- Sabato 9 novembre 2013

Il bosco delle fate

Parco di Villa Caffo a Rossano Veneto

ore 16.30 Percorsi di racconti con Roberto Frison

- Sabato 9 novembre 2013

Le Diavolerie delle Risorgive

Villa Chiericati Terreran a Bolzano Vicentino

ore 20 Cena letteraria con Tommasino Giaretta e Michela Menegus

- Venerdì 15 novembre 2013

Leggende in bicicletta

Villa Canal a Grumolo delle Abbadesse

ore 20.30 Intrattenimento letterario con Roberto Frison, Simone Cavallini e Michela Menegus

- Venerdì 22 novembre 2013

La figura del Contastorie tra timori ancestrali e paure moderne

Villa Maffei – Cantina Costalunga a Castegnero

ore 20.30 Recital con Tommasino Giaretta, il gruppo Teatrale I Semprepiùverdi e Michela Menegus

- Sabato 30 novembre 2013

Le leggende e i Misteri dell’Altopiano

Sala della Reggenza di Asiago

ore 20.30 Serata culturale di racconti sulle leggende e i misteri dell’Altopiano con Roberto Frison, Simone Cavallin e Margherita Michelazzo

- Sabato 30 novembre 2013

Misteri DiVini

Villa Canal a Grumolo delle Abbadesse

ore 20.30 Intrattenimento eno-letterario con Tommasino Giaretta e Michela Menegus

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“Al via la V edizione del VICENZA ROCK CONTEST”

“Al via la V edizione del VICENZA ROCK CONTEST”

7 Ottobre 2013

Al via la V edizione del VICENZA ROCK CONTEST

Riparte il contest di musica d’autore con nuovi premi “band incentive”

Il 26 ottobre alle ore 21 allo Your time in Strada Marosticana a Vicenza s’inaugura la prima serata della del Vicenza Rock Contest, rassegna musicale di rock d’autore ideata dall’Associazione Culturale MrX Promotion. A infrangere le barriere del suono ci penseranno le prime sette band – Operadombre (da Treviso), Mormone’s Band (da Vicenza), Giustus (da Vicenza), Proposte Oscene (da Vicenza), Lubrification (da Modena), Ampia Visione (da Vicenza), Dry (da Vicenza) – , selezionate da Luca Norcia, presidente di MrX Promotion e direttore artistico di un contest che la scorsa edizione ha coinvolto nella passata edizione oltre una sessantina di gruppi.

Il Vicenza Rock Contest, ormai giunto alla sua quinta edizione, non è da considerare un semplice calendario di serate di musica no cover presso i disco bar. Ormai l’esperienza del contest ideato e diretto sempre dal fondatore  Luca Norcia è diventata un fenomeno sociologico e culturale che si sta diffondendo nel vicentino e nel Veneto.

E’ stata infatti una delle prime rassegne ad incentivare a esperienze fusion ed interattive con gli altri festivals della provincia. Lo si riconferma anche quest’anno con l’aumento dei premi, tra l’altro prestigiosi in considerazione del fatto che l’iscrizione per le bands è gratuita:

- il primo gruppo classificato, oltre alla registrazione in uno studio professionale di 24 ore in 3 giorni, suonerà d’ufficio al FERROCK e avrà uno spazio dedicato su tre uscite in una rivista specializzata

- il secondo gruppo classificato, oltre alla registrazione in uno studio professionale di 16 ore in 2 giorni, suonerà d’ufficio al VILLAZZAROCK e avrà uno spazio dedicato su due uscite in una rivista specializzata

- il terzo gruppo classificato suonerà d’ufficio al PERAROCK e avrà  uno spazio dedicato su un’uscita in una rivista specializzata

- il gruppo che otterrà il Premio Rivelazione suonerà al SOCOROCK

- il gruppo che otterrà il Premio della Critica suonerà allo SPIOROCK

- il gruppo che otterrà il Premio Ferrock assegnato dalla direzione artistica del Ferrock suonerà al FERROCK

Seguono poi il Premio della Giuria Popolare ed i riconoscimenti per le tre canzoni più belle, per i tre cantanti più bravi, per i tre migliori strumentisti fra tastieristi, bassisti, chitarristi, batteristi.

A questi riconoscimenti si aggiungono due nuovi premi “festival”: il premio MIGLIOR GRUPPO VICENTINO che consentirà al un gruppo di suonare all’Isolon Festival di Chiuppano ed il premio MIGLIO GRUPPO METAL che permetterà alla band vincitrice di partecipare come ospiti al RKT RocKontesTonezza .

Ma il Rock Contest di Luca Norcia nasce come movimento di cultura ed educazione musicale e lo dimostra con decisione in questa edizione stabilendo un rapporto di sinergia artistico-didattica con la Scuola di Musica – Centro Artistico Apolloni di Altavilla. Non solo i docenti del Centro Musicale entreranno a far parte delle giurie delle numerose serate, ma saranno istituiti dei premi formativi; sono previsti infatti un premio QUICK BAND che consiste in una consulenza one-shot ad opera degli stessi su come incrementare la tecnica e l’armonia musicale della band, ed un premio BAND INCENTIVE che consiste in cinque lezioni, sempre presso la Scuola di musica Apolloni, su come migliorare la sintonia musicale e l’affiatamento del gruppo. In definitiva dei percorsi per far crescere artisticamente dei giovani talentuosi.

Le selezioni al VICENZA ROCK CONTEST sono ufficialmente iniziate e sono già una quarantina i gruppi ammessi, di cui trenta di Vicenza, ma le bands di ogni genere e nazionalità, purché facciano musica originale, hanno ancora tempo per partecipare perché presumibilmente le iscrizioni chiuderanno per dicembre.

MrX Promotion: www.mrxpromotion.altervista.org

 

 

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“Formazione continua: Master in Pianificazione e gestione del PRODOTTO TURISTICO”

“Formazione continua: Master in Pianificazione e gestione del PRODOTTO TURISTICO”

3 ottobre 2013

Formazione continua: Master in Pianificazione e gestione del PRODOTTO TURISTICO

http://www.beniculturali.unipd.it/www/corsi/master-turismo/testimonianze

MICHELA MENEGUS

Con una laurea in Lingue e Letterature Straniere ed una specializzazione nell’export management, ho intrapreso una carriera in ambito industriale settore marketing e vendite fino al 2008. Dopodiché la mia inclinazione umanistica, l’interesse per la cultura territoriale e per l’enogastronomia mi hanno fatto virare verso la direzione del mktg applicato al territorio ed al turismo. Ho conseguito nel 2009 il Master in Governance delle Risorse Turistiche e Territoriali presso l’Università degli Studi di Padova, facoltà di Archeologia, percorso di studi post lauream che mi ha formato alla progettazione del prodotto turistico mediante la valorizzazione del patrimonio materiale ed immateriale locale e mi ha addestrato alla governance dei sistemi, delle componenti umane e delle risorse culturali del territorio. Nel 2011 è seguito il diploma professionale di sommelier A.I.S. (Associazione Italiana Sommeliers) per dare una forma ad una passione coltivata negli anni.

Dal 2009 opero come freelancer nell’ambito delle strategie di comunicazione e di marketing per aziende, enti territoriali e non, liberi professionisti, associazioni non-profit, creando piani di promozione come organizzatore di eventi e campagne pubblicitarie, occupandomi di comunicazione come ideatore di branding e copywriter multilingue, e soprattutto facendo progettazione culturale principalmente nel campo agro-alimentare e artistico-letterario.

All’attività professionale affianco l’impegno di volontariato culturale come Vicepresidente dell’associazione turistica Pro loco di Bolzano Vicentino, come Consigliere della Condotta Slow Food di Vicenza, come Presidente fondatore dell’Associazione Culturale di arti figurative e cultura
territoriale BOLArt© a Bolzano Vicentino.

Per saperne di più: www.menegusmichela.cominfo@menegusmichela.com

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“Transumanza 2013: più di un migliaio di bovini tra il Gran Galà e la forma di formaggio da record”

13 settembre 2013

Transumanza 2013: più di un migliaio di bovini tra il Gran Galà e la forma di formaggio da record

La 15a edizione della Festa della Transumanza, evento di rilievo regionale che vede il transito della mandria di bovini più numerosa d’Italia, conoscerà dei momenti topici: l’arrivo della mandria a Bressanvido domenica 22 settembre e la giornata dedicata alla ruralità domenica 29 settembre, con il taglio della forma di Asiago da record ad opera di Latterie Vicentine per festeggiare l’insediamento nel nuovissimo stabilimento di Bressanvido.

Toro Arcaico, 2008, dipinto di Saul Costa

“Toro Arcaico”, 2008, dipinto di Saul Costa

I festeggiamenti saranno arricchiti anche da un momento conviviale di grande qualità, ovvero la prima serata di gala nella storia della manifestazione, che si terrà martedì 24 settembre alle ore 20 presso i portici della cinquecentesca Villa Pagiusco, dimora rurale di Bressanvido messa a disposizione alla comunità della famiglia Pagiusco impegnata da decenni nella pratica della Transumanza e che unitamente al gruppo de I Transumanti, è uno dei protagonisti della manifestazione organizzata dalla Pro loco di Bressanvido.

Intenzione del Comune e della Pro loco di Bressanvido è di proporre una serata gastronomica che rievochi al palato il viaggio della mandria da Marcesina, attraverso l’altipiano vicentino e la pedemontana, fino alle pianure delle Risorgive: il tragitto dei Transumanti è infatti ricreato nell’immaginario del gusto con pietanze elaborate mediante l’utilizzo di ingredienti che i transumanti rinvengono nei paesi solcati. Di qui le composte di frutta di Foza, le patate di Rotzo, il sedano di Rubbio, la carne secca di Lusiana, le noci di Lugo, i vini di Breganze, i distillati di Schiavon, le verdure della collina e della piana fino ad arrivare ai pesci delle acque di Risorgiva: un trionfo di prodotti tipici e genuini, molti dei quali garantiti dai Marchi di Origine e riconosciuti come Denominazioni Comunali (DE.CO.)

Il menu de Il Gran galà della Transumanza non poteva che essere imperniato sui due prodotti derivati dell’allevamento bovino: il formaggio e la carne. Ecco dunque che il formaggio sarà declinato in tutte le sue espressioni culinarie: vestito a festa in preparazioni sfiziose come i biscottini e i muffins, servito come piatto di conforto in una scioglievole fonduta, lavorato in spumose creme nei crostini con la trota di Risorgiva, trasformato in golosi fondenti nel risotto e nel ripieno dei medaglioni, infine semplicemente gustato in tutta la sua naturalezza in scaglia.

Le preparazioni di carne bovina poi ritrovano il sapore della tradizione con licenze scenografiche e farciture opulente: la semplice insalata di nervetti fa da apripista, il fegato è ammantato di squisita dolcezza, la carne secca diventa uno scrigno di prelibatezza, il ragù bianco condito sposa delicatamente la dolcezza dei bigoli vicentini, le fette di manzo ripiene si schiudono con un trionfo di succulenza.

Vini e cibi si alternano e si intrecciano in una danza autoctona che si dispiega tra le dolci colline della DOC Breganze e che si conclude con i preziosi distillati di Schiavon.

Ma il Gran galà della Transumanza non vuole essere solo un appuntamento per deliziarsi con una cena inedita tra tradizione e modernità, tra semplicità e gastronomia coreografica: il Gran galà è anche un momento di riflessione di una comunità per condividere con familiari, vicini, amici, ospiti, esponenti del mondo economico e rappresentanti politici, il significato ed il valore della pratica della Transumanza nel Duemila.

Ed infine il bovino, protagonista di una festa tra le più grandi di Italia, è celebrato nei dipinti e nelle decorazioni delle ceramiche artistiche dal pictor bolzanese Saul Costa, autore dell’art decor de Il Gran Galà. Il tutto per ricordare il mito arcaico di questo animale e per far rivivere attraverso uno stile artistico fortemente materico l’aurea di sacralità che reca una pratica agricola di tradizione centenaria cadenzata secondo la stagionalità e in armonia con la natura.

Il Gran Galà della Transumanza – Martedì 24 settembre ore 20 c/o Villa Pagiusco, Via Chiesa Nord, Bressanvido (Vicenza)
INFO E PRENOTAZIONI:  proloco.bressanvido@libero.it – tel. 348 8632726

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