Menegus Michela

“Oltre i tesori della Fiera dell’Oro: “L’Itinerante” di Michela Rompato”

“Oltre i tesori della Fiera dell’Oro: “L’Itinerante” di Michela Rompato”

Oltre i tesori della Fiera dell’Oro: “L’Itinerante” di Michela Rompato

Al rinnovato Hotel Da Porto si accolgono i turisti parlando l’universale lingua dell’arte

In occasione dello storico appuntamento della Fiera dell’Oro, tra il 19 e il 24 gennaio 2018, all’Hotel Da Porto di Vicenza si aprono le porte all’artista vicentina Michela Rompato, la quale sabato 20 gennaio alle ore 18.30 sarà protagonista di un happening all’insegna dell’arte contemporanea per accogliere i businessmen internazionali nel loro tempo libero post fiera.

“L’idea di quest’iniziativa ha origine dal recentissimo e completo restyling degli ambienti dello storico Hotel Da Porto” – spiega Carlo Alberto Candia, nuovo direttore della struttura vicentina – “ma sposa anche la filosofia del nuovo corso dell’hotel, che non solo intende offrire agli ospiti un’accomodation di rinnovato confort, ma desidera anche trasmettere ai turisti la portata culturale del Made in Vicenza a 360°”.

La proprietà dell’hotel ha individuato non a caso nella vicentina Michela Rompato, reduce da un progetto interdisciplinare promosso dal Comune di Vicenza che l’ha vista esporre nella centralissima Loggia del Capitanato, la personalità artistica del territorio che meglio potesse coniugare l’esigenza di complemento d’arredo moderno ma dal sapore ancestrale, in virtù dei profondi messaggi che l’artista sa trasmettere con i suoi lavori.

“Noi partiamo all’assunto che il viaggio business e la vacanza sono anche momenti di incontro umano e di scambio relazionale” – continua il direttore Candia – “e dunque la mission della nuova gestione sarà di creare una piattaforma reale e virtuale per potenziare l’immagine di Vicenza come destinazione culturale a misura d’uomo, partendo anche dalla storia di colui al quale è intitolato il nostro hotel: il nobile e scrittore vicentino Luigi Da Porto che con la sua novella ispirò il celeberrimo shakespeariano dramma di Romeo e Giulietta”.

Dunque il momento della Fiera dell’Oro di Vicenza diventerà, seppur per poche ore, una vetrina sul mondo dell’arte vicentina, dove però non si abbandonerà lo scintillio dell’oro e delle perle perché gli stessi materiali sono abbondantemente utilizzati da Michela Rompato per la creazione delle sue tele, tavole ed installazioni.

“Per l’ideazione di questo progetto artistico” – racconta Michela Rompato – “mi sono immedesimata nella singolarità di ciascuna delle migliaia di persone che transitano per questo albergo internazionale, portando nei loro bagagli chissà quante storie vissute e da vivere. L’elemento simbolico che ho scelto di utilizzare è quello delle “tessere”: colorate e tutte dissimili in superficie e per forma, esse sono la metafora dell’individuo e della sua unicità. Tutto ciò è espresso attraverso un’installazione per “frammenti”, che ho chiamato L’itinerante e che intende rappresentare le diverse modalità di affrontare il contrastante viaggio della vita. Cinque tipologie di “frammenti” – Straight Way, Different Way, Alternative Way, Out of the Center, One in the Center – collocati casualmente nelle camere, propongono ad ogni persona un approccio al viaggio e alla vita, in cui potrà o meno rispecchiarsi”.

In questo progetto artistico spazio e tempo diventano punti di riferimento relativi e soggettivi: non esiste una posizione aprioristicamente giusta o sbagliata e la dislocazione di ogni individuo può variare a seconda del momento storico e del contesto. Pertanto l’artista va contro l’omologazione della via obbligata, riconducendo alla volontà e alla possibilità del singolo individuo di scegliere la propria strada, di cambiare direzione, di essere se stesso.

L’happening di sabato 20 gennaio, il cui accesso è esclusivamente su invito, si tradurrà in un cocktail di dedicato a ospiti stranieri e vicentini durante il quale l’artista Michela Rompato introdurrà il suo progetto artistico e scoprirà un’installazione di ampia misura da collocarsi nella hall dell’hotel: l’originale sintesi delle cinquantaquattro opere disseminate negli ambienti della struttura ricettiva diventerà una sorta benvenuto ai viaggiatori che approderanno per qualche tempo nella città palladiana spinti da varie motivazioni.

Questa sinergica collaborazione tra operatori del turismo e del mondo dell’arte si pone dunque l’obiettivo di coinvolgere i viaggiatori con le bellezze del patrimonio materiale e immateriale, presente e passato, per trasformare pure un soggiorno d’affari in un’inattesa opportunità di scoperta dei diversi tesori e valori vicentini.

HAPPENING D’ARTE CONTEMPORANEA

INGRESSO SOLO SU INVITO

sabato 20 gennaio 2018 -  ore 18.30 | Hotel Da Porto, Viale del Sole 142, Vicenza


 

Read more

“La Ghiacciaia di Palazzo Valenti Gonzaga apre a SottoZero di Michela Rompato”

“La Ghiacciaia di Palazzo Valenti Gonzaga apre a SottoZero di Michela Rompato”

Un Ponte dell’Immacolata all’insegna dell’arte contemporanea tre le atmosfere barocche mantovane.

Nel Ponte dell’Immacolata a Mantova si respira già l’aria natalizia, ma il capoluogo lombardo non dimentica la sua vocazione di città della cultura ospitando il progetto artistico “SottoZero” di Michela Rompato: dall’8 al 10 dicembre le Ghiacciaia della Galleria Museo Palazzo Valenti Gonzaga sarà infatti eccezionalmente aperta al pubblico per l’esposizione di tele, tavole e installazioni dell’artista vicentina.

Fresca del progetto interdisciplinare “Libere espressioni” promosso dal Comune di Vicenza, che l’ha vista esporre nell’ultimo week-end di novembre alla Loggia del Capitanato nel cuore della città palladiana, e dopo aver progettato ed eseguito l’installazione artistica “L’itinerante”, composta da 54 frammenti di viaggio destinati agli ambienti del prestigioso Hotel Da Porto di Vicenza, Michela Rompato approda a Mantova per la prima volta proponendo una riflessione sui percorsi di vita dell’individuo.

Con i lavori predisposti per quest’occasione, Rompato rimette in discussione la direzione – Sotto – e il punto di partenza della crescita individuale – Zero -, suggerendo che non sempre l’ascesa è l’unica strada possibile per la realizzazione della persona e che non esiste un inizio canonico di un percorso.

“La Galleria Museo del seicentesco Palazzo Valenti Gonzaga è lieta di ospitare il progetto di esplorazione artistica di Michela Rompato”. – puntualizza il Prof. Alfonso Rocco Linardi, Direttore della Galleria Museo – “In questo raro esempio di architettura barocca, tra gli affreschi del pittore fiammingo di Anversa Frans Geffels e le statue dello scultore Giovan Battista Barberini, si parlerà delle contemporanee forme espressive di Rompato e del relativo criterio interpretativo”.

Perché l’arte di Michela Rompato è uno spunto di meditazione sulla diversità di approccio all’esistenza di ogni singolo individuo. Il tutto viene rappresentato nei dipinti delle Querce, agli Orizzonti, fino ai lavori sulla tessera, cifra della produzione dell’artista dove l’esplorazione della dimensione umana parte dalla creazione e dall’accostamento progressivo delle tessere, varie per forma, dimensione, colore, intensità e collocamento su diversi materiali; le tessere riflettono l’espressione e la percezione che ogni individuo ha, o esprime, di se stesso ed allo stesso tempo ne raffigurano l’unicità: nascono così le serie degli Ex-voto e delle Ricerche e l’installazione de L’itinerante, opera composita dove la tessera ora racchiude la valenza della singola esperienza, ora simboleggia la dislocazione del singolo innanzi alla complessità del viaggio della vita.

“I miei lavori, in particolare le tessere e le installazioni, sono delle riflessioni sulle persone e sulla continua ricerca della propria forza interiore e della propria pura identità in continuo conflitto tra condizionamenti e arbitrio individuale” – spiega l’artista – “In ognuno di noi risiede la capacità e la volontà di liberarsi e di migliorare la propria esistenza, se lo si ritiene necessario e se lo si desidera realmente”.

L’esposizione SottoZero sarà allestita non a caso nelle suggestive e ombrose sale della Ghiacciaia di Palazzo Valenti Gonzaga dal 8 al 10 dicembre con orario 10.00 – 13.00 e 14.30 – 19.30, mentre la vernice avrà luogo venerdì 8 dicembre alle ore 17.00 nella Camera del “Figliuol Prodigo”, l’ambiente più rappresentativo del piano nobile di Palazzo Valenti Gonzaga: sarà presente l’artista Michela Rompato e il professor Alfonso Rocco Linardi, il quale introdurrà i visitatori nelle atmosfere d’antan di questa affascinante location storica dove antico e moderno non conosceranno più confini, uniti sotto il comune denominatore della bellezza e dell’arte.

L’accesso all’esposizione sarà libero e gratuito per il pubblico.

8,9,10 dicembre 2017

Galleria Museo Palazzo Valenti Gonzaga, Via Pietro Frattini 7 – Mantova

Link utili:

https://www.facebook.com/RompatoMichela/

https://michelamenegus.wixsite.com/michelarompato

http://www.valentigonzaga.com/palazzo_valenti_gonzaga_.html

[Immagine: Rebus, foto di Daniele Masi]

Read more

SottoZero

SottoZero

SottoZero | Progetto artistico “SottoZero” di Michela Rompato

Venerdì 8 Dicembre 2017 Ore 17.00 Vernice nella Camera del “Figliuol Prodigo” di Palazzo Valenti Gonzaga:
- Benvenuto al contesto museale di Palazzo Valenti Gonzaga a cura di Alfonso Rocco Linardi.
- Presentazione del progetto espositivo “SottoZero” a cura di Michela Menegus.
- Intervento dell’artista Michela Rompato.

A seguire: Brindisi inaugurale nei locali espositivi della Ghiacciaia di Palazzo Valenti Gonzaga.

Apertura del percorso espositivo nella Ghiacciaia del Palazzo.

INGRESSO LIBERO

Per Info:

Casa Museo Palazzo Valenti Gonzaga, Via Pietro Frattini, 7
0376 364524
info@valentigonzaga.com
www.valentigonzaga.com

Organizzazione a cura di:
Menegus Michela
328 9115485
michela.menegus@menegusmichela.com info@menegusmichela.com
www.menegusmichela.com

Michela Rompato
https://michelamenegus.wixsite.com/michelarompato
https://www.facebook.com/RompatoMichela/

Read more

“Libere espressioni”

“Libere espressioni”

LIBERE ESPRESSIONI

tra le ricerche sul protestantesimo a Vicenza di Luigi Dalla Pozza e la dimensione dell’etica individuale nell’arte di Michela Rompato

Da venerdì 24 a domenica 26 novembre 2017 nella sala degli Stucchi di Palazzo Trissino e in Loggia del Capitaniato si terrà l’iniziativa aperta al pubblico “Libere espressioni” promossa dall’associazione Native Onlus in collaborazione con l’Assessorato alla Partecipazione.

“Libere espressioni” è un progetto interdisciplinare sul tema del cambiamento socio-culturale a Vicenza inquadrato da due prospettive: quella storiografica, attraverso la presentazione della pubblicazione “La riforma protestante nella Vicenza del Cinquecento” di Luigi Dalla Pozza, e quella artistica di Michela Rompato, incentrata sul tema dell’etica individuale intesa come tensione al superamento dei condizionamenti storici e spirituali.

In occasione infatti del 500° anniversario della Riforma Protestante, Luigi Dalla Pozza propone la divulgazione di fatti storici ad oggi poco conosciuti, ma frutto di documentate ricerche, relativi all’avvento e alla diffusione del protestantesimo a Vicenza. “Tra il 1520 e il 1570 a Vicenza ha soffiato un vento di cambiamento: la rivoluzione religiosa, approdata già nei primi anni del Cinquecento con una riforma di tipo luterano, dal 1536, diventa calvinista, operando di fatto uno slittamento dalla cultura umanistica a quella biblica.“ – racconta Luigi Dalla Pozza – “La straordinarietà risiede nel fatto che se all’inizio solo i nobili recepiscono la novità, col passare del tempo, si assiste ad un progressivo processo di democratizzazione: la Riforma coinvolge non solo illustri famiglie, ma commercianti, artigiani vicentini e gente comune”.

Del radicamento dei valori e della fede del protestantesimo nel tessuto sociale ed economico della città palladiana parleranno in un “Libero dialogo” l’autore Luigi Dalla Pozza e il giornalista Alessandro Scandale venerdì 24 novembre alle ore 18.45 in Sala Stucchi di Palazzo Trissino, preceduto alle ore 18.00 dalla presentazione ufficiale dell’esposizione “Libere interpretazioni” di Michela Rompato in Loggia del Capitaniato con la presenza dell’artista stessa e dell’Assessore Annamaria Cordova.

“Libere interpretazioni” è un percorso di esplorazione della dimensione etica della libertà dell’individuo attraverso quadri e installazioni. “Nei miei lavori metto in campo la volontà dell’individuo tra scelte e i condizionamenti imposti da se stessi e della società” – spiega la pittrice vicentina Michela Rompato – “Le opere proposte per questa occasione sono incentrate sull’elemento della “tessera” e rappresentano riflessioni sul profondo bisogno dell’individuo di condurre una continua ricerca interiore rivolta al cambiamento, alle azioni condivise, alla scoperta di ciò che tiene legate e unite le persone in una società sempre più interculturale, ma anche sempre più individualista”.

L’accostamento dei piani operativi di Luigi Dalla Pozza e di Michela Rompato “mira a far emergere alcune parole chiave della storia, come tolleranza e la diversità individuale, quali cifre culturali, le quali, se sostenute responsabilmente dalla libertà di espressione, portano la società alla comprensione e, ad un livello supremo, all’accettazione delle diversità stesse”, come suggerisce Michela Menegus, promotore culturale dell’evento.

“Anche con questa iniziativa ribadiamo l’obiettivo dell’assessorato di costruire momenti per il rafforzamento del tessuto sociale della città” – ha dichiarato l’assessore alla partecipazione Annamaria Cordova – “Si tratta di un evento inedito in una location altamente simbolica, quale Palazzo Trissino, sede storica del Comune, che offrirà una visione di una città capace di riscoprire i suoi fondamenti nella diversità e nella libera espressione attraverso il radicamento e la stratificazione di culture sociali ed individuali, le quali, convivendo assieme, vanno a costituire l’attuale patrimonio identitario interculturale di Vicenza”.

L’offerta culturale alternativa sarà anche coerentemente sostenuta dal momento conviviale all’insegna dell’essenzialità di venerdì “A liberi Sorsi”, dove i protagonisti saranno i prodotti e gli operatori delle Fattorie Sociali Il PomoDoro Onlus e La Costa, realtà impegnate nell’inclusione lavorativa di giovani con disabilità fisica, mentale e in disagio sociale.

L’accesso a tutte le iniziative sarà libero e gratuito per il pubblico.

L’esposizione in Loggia del Capitaniato sarà aperta al pubblico da venerdì 24 a domenica 26 novembre i seguenti orari: mattina 10.00-13.00 | pomeriggio 14.30 – 20.00 (domenica chiusura alle ore 18.30).

Read more

LIBERE ESPRESSIONI

LIBERE ESPRESSIONI

TRA LE RICERCHE SUL PROTESTANTESIMO A VICENZA DI LUIGI DALLA POZZA E LA DIMENSIONE DELL’ETICA INDIVIDUALE NELL’ARTE DI MICHELA ROMPATO

VENERDÌ 24 NOVEMBRE 2017

ORE 18.00
LIBERE INTERPRETAZIONI
LOGGIA DEL CAPITANIATO
INTRODUZIONE AL PERCORSO ESPOSITIVO A CURA DELL’ARTISTA MICHELA ROMPATO

ORE 18.45
LIBERO DIALOGO
SALA DEGLI STUCCHI
PRESENTAZIONE DEL LIBRO “LA RIFORMA PROTESTANTE NELLA VICENZA DEL CINQUECENTO”
CON L’AUTORE LUIGI DALLA POZZA E IL GIORNALISTA ALESSANDRO SCANDALE

A CONCLUSIONE
A LIBERI SORSI
APERITIVO CONVIVIALE CON I PRODOTTI DELLE FATTORIE SOCIALI IL POMODORO ONLUS E LA COSTA

VENERDÌ 24, SABATO 25, DOMENICA 26 NOVEMBRE 2017

APERTURA AL PUBBLICO DEL PERCORSO ESPOSITIVO LIBERE INTERPRETAZIONI DI MICHELA ROMPATO
ORARI: MATTINA 10.00-13.00 | POMERIGGIO 14.30 – 20.00 [DOMENICA FINO ALLE ORE 18.30]

INIZIATIVA PROMOSSA DAL COMUNE DI VICENZA – ASSESSORATO ALLA PARTECIPAZIONE – IN COLLABORAZIONE CON NATIVE ONLUS

Read more

“L’arte dubbiosa di Alessandro Beggio”

“L’arte dubbiosa di Alessandro Beggio”

Con la certezza del colore e con forme provvisoriamente senza contenuto Alessandro Beggio reimposta la realtà

Sabato 21 ottobre alle ore 18.00 si inaugura l’esposizione personale del pittore Alessandro Beggio “Elogio al dubbio” presso la Chiesa di Santa Maria Assunta di Vigardolo. L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale BOLArt e promosso dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Monticello Conte Otto.

A tre anni dall’ultima fuoriuscita artistica in solitaria, l’esposizione “Astrattamente reale” tenutasi a Thiene nel 2014, ci si ritrova oggi innanzi ad un nuovo capitolo dipinto dall’artista nel corso di questo intervallo di tempo.

Il percorso di “Astrattamente reale” era stato definito come una forma di epistemologia – ovvero di conoscenza – della realtà a partire dal dato sensibile, condotta con una forma mentis svincolata dalla figura e ancorata al cromatismo.

Con Elogio al dubbio, Alessandro Beggio aggiunge un paio di tasselli a questo suo quadro, svelandoci l’assunto da cui parte il suo impeto creativo: il principio e la fine di tutto è il dubbio, l’unica certezza è la scelta cromatica di base operata dall’artista. Ed è su questa prima operazione di natura creativa che Beggio inizia il suo percorso di conoscenza, ma anche di comunicazione della realtà.

Fugando subito il fatto che l’arte di Beggio non è strettamente concettuale e che quindi il dubbio a cui si riferisce non è di matrice razionalista, si potrebbe suggerire un’interpretazione psicologica dell’inedita tavolozza di Beggio, mutuando la teoria dei colori come approcci diversi al reale del medico Edward De Bono.

Il colore nero di Beggio ora contiene dei volumi, ora separa le zone di colore, ora compare come macchia, ora si presenta come un graffito. Il nero è una forma di pensiero negativo ma di tipo logico, nel senso che non è emozionale. Il nero agisce come il dubbio: tende a confutare la verità dei fatti rappresentata dalle macchie bianche opache. E’ una forma critica che mette in luce in evidenza aspetti negativi motivandoli con ragioni, quindi di fatto limita la negatività.

In questa recente produzione di Beggio si notano segni rossi incisivi e ampi volumi rosa, i colori dell’emotività, ovvero degli aspetti non razionali del pensiero, che sottendono una forma di comunicazione che giustamente non è né deve esser giustificata e che è spesso associata all’elemento muliebre. Liberando l’emotività dal falso pregiudizio di esser un ostacolo del pensiero e sdoganandola invece come una componente dei processi cerebrali, essa si traduce in tendenze istintive e in comprensione immediata di un contesto, prerogativa tipicamente femminile e propria di grandi sensibilità che vedono oltre le barriere e che riescono ad accettare nuove prospettive.

Si allargano poi i volumi del giallo, dell’ocra sporcati dal marrone, indicatori di solarità, di pensieri proiettati al futuro, quindi di sperimentazioni, di congetture e di interpretazioni positive, condotte con disinteresse e volte a cogliere le opportunità nei cambiamenti.

Questi gialli si espandono talvolta nel verde, colore della creatività per eccellenza, ma che in questo momento Alessandro propone con cautela. Egli infatti supervisionata il concerto cromatico con il distacco e la freddezza suggeriti dal colore blu e dal colore melanzana, sapientemente utilizzati per stemperare eccessi e per invitare a una sintesi: non a caso la Composizione blu è l’immagine ufficiale di questa esposizione.

Il risultato è che nella struttura della comunicazione di Beggio il colore detta il ritmo, mentre la forma a volte può assumere un contenuto, a volte essa rimane in cerca di un significato: di qui parte la sfida che il nostro painter indipendente lancia all’estimatore dell’opera. Ecco quindi il dubbio concepito come metodo di ricerca aperta, chiaramente apprezzabile nelle composizioni che il Nostro definisce asemantiche.

Un’altra conclusione è che nella metodologa di Beggio, fatta di visioni a volo d’uccello, di prospettive rovesciate, di scomposizioni, l’esito dell’indagine può arrivare al “grottesco”, ovvero a quell’elemento inspiegabile che suscita reazioni contrastanti.

Ecco dunque il dubbio che l’artista instilla allo spettatore, mettendolo in guardia dall’apparenza che de-forma la realtà, come accede nel ciclo dei manifesti strappati, dove la realtà diventa stratificazione del vissuto delle cose e delle persone.

Ecco infine che si trova innanzi a quel pensiero laterale che non sostituisce la logica del pensiero verticale, ma la integra smascherando le idee dominanti, scorporando le complessità, giocando con le combinazioni casuali, re-incorniciando il contesto. Cosi Alessandro Beggio è generatore di nuove interpretazioni del mondo esplorando possibili filoni multidirezionali.

L’arte di Beggio è un’arte dubbiosa perché è generatrice di dubbi positivi, non di cero un’arte insicura, perché si è confortati da una certezza: non v’è alcun dubbio che dopo quasi quarant’anni di attività come pittore e maestro Alessandro Beggio sia un punto di riferimento per l’arte vicentina, riconosciuto ufficialmente per il suo talento, apprezzato per la sua sensibilità, ammirato per la sua umile capacità di farsi incubatore di idee e di istanze sociali, invidiato per quella sua versatilità che lo vede spaziare e sperimentare nelle varie discipline artistiche con estrema disinvoltura e con risultati immediati e più che apprezzabili.

L’esposizione sarà visitabile fino al 29 ottobre con i seguenti orari: da martedì a domenica dalle 16.00 alle 19.00; sabato e domenica anche mattino dalle 10.00 alle 12.00. Un finissage alternativo è fissato per venerdì 27 ottobre alle ore 20.45 con l’intrattenimento “Abbiate dubbi” a cura dell’attore Marcello De Boni.

Elogio al Dubbio | 21-29 ottobre 2017 |Chiesa di Santa Maria Assunta di Vigardolo – Monticello Conte Otto (Vicenza)

 

Alessandro Beggio

Nato a Vicenza il 13 ottobre 1951, Alessandro Beggio consacra la sua vita lavorativa all’artigianato orafo. Parallelamente risponde alla sua vocazione artistica cominciando a frequentare attivamente e ininterrottamente sin dal 1979 il circolo di pittura “La Soffitta” di Vicenza.  A “La Soffitta” inizia come allievo per poi diventare nei decenni successivi membro del Direttivo e “coach” per dei nuovi adepti.

Formatosi sotto la guida del Maestro Otello De Maria dopo i primi anni di lavoro nel campo della pittura figurativa e dopo aver sperimentato le tecniche tradizionali dell’olio, dell’acquarello, dell’incisione, egli trova la sua più spontanea espressione nell’astrattismo a tecnica mista, prediligendo la fusione di sabbie, polveri di marmo e colori acrilici. Oggetto principale della sua ricerca pittorica è il paesaggio urbano della società postindustriale, privato della presenza umana ma segnato dall’antropizzazione.

Da qualche anno si è avvicinato al mondo delle arti plastiche, cimentandosi nella modellazione a creta e nella decorazione della ceramica.

La curiosità di Beggio verso il mondo lo spinge a coltivare tecniche d’indagine diverse dalla pittura, in particolare la fotografia. Specializzato in fotografia subacquea, alcuni dei suoi scatti sono conservati al Musée Nicéphore-Niépce Museo della fotografia di Chalon-sur-Saône (Borgogna, Francia) oggetto di omaggio della Municipalità di Vicenza alla prestigiosa istituzione francese.

Alcune delle sue tele pittoriche sono invece conservate presso il Museo Fogazzaro di Montegalda (Vicenza) e presso le sedi comunali di Thiene (Vicenza) e di Carmignano di Brenta (Vicenza).

A causa della sua indole sfuggente alle luci della ribalta, rare sono le sue partecipazioni a concorsi pittorici; tuttavia ai pochi e selezionati a cui ha preso parte, si è sempre distinto per la qualità della produzione e l’ardire della sperimentazione. Tra questi si ricordano:

TERZO Premio – 2011 Concorso Nazionale di Pittura “Antonio Fogazzaro” Città di Vicenza

SECONDO Premio – 2007-  Estemporanea di pittura “Scorci a Maddalene” – Maddalene – Città di Vicenza

PRIMO Premio SEZIONE PITTORICA – TERZO Classificato Generale – 2004 Concorso Collettiva di arti “Rinati dall’acqua” Chiesa Araceli Citta’ di Vicenza

Hanno scritto su di lui: Salvatore Maugeri, Maria Pia Ferraguti, Maria Grazia Martina, Giuliano Menato, Davide Piazza, Michela Menegus Paulin.

Read more

“Michela Rompato lascia il suo “Leggio” a La Vigna”

“Michela Rompato lascia il suo “Leggio” a La Vigna”

MICHELA ROMPATO LASCIA IL SUO “LEGGIO” A LA VIGNA

Mercoledì 3 maggio alle ore 18 a “La Vigna” l’ufficializzazione della donazione

Si chiude con molto più di un bel ricordo l’esperienza espositiva “Emersioni” di Michela Rompato nello Spazio Scarpa a Palazzo Brusarosco Zaccaria, sede del Centro di Cultura e Civiltà Contadina Biblioteca internazionale “La Vigna”.

Il vivo apprezzamento del pubblico per il valore estetico ed emozionale dei manufatti esposti si è unito al plauso per l’inserimento degli stessi nell’unico contesto scarpiano a Vicenza: il progetto artistico dalle valenze interdisciplinari ha visto i lavori di Rompato dialogare con le luci naturali e riflesse sul pavimento in pietra di clauzetto, con gli intonaci martellinati delle pareti, con il soffitto a settori rettangolari diseguali, finiti a stucco spatolato grigio.

“Durante i lavori di allestimento non vi sono state molte incertezze.  Tele e installazioni sembravano trovar naturalmente lo loro collocazione. In particolare, ricordo che “Il Leggio” è stato subito posto tra le sedute in pelle del grande ambiente centrale, quello che Scarpa ha definito la “Piazza”, illuminato dal grande serramento del cavedio e dai lucernari nella sopraelevazione.” –  racconta Michela Rompato – “Ma la scoperta più emozionante è avvenuta durante i tre giorni espositivi, quando ci siamo accorti che i visitatori confondevano “Il Leggio” come parte degli arredi originali della location. Di qui è maturata la convinzione che quel pezzo era nato per restare in quello straordinario spazio dove si era creata una sintonia tra ambiente e gli altri miei lavori esposti.  E da allora “Il Leggio” non è stato più spostato di lì”.

L’opera in questione è un’installazione creata nel 2016, lavorata con acrilico, stucco, perle, il cui chassis in ferro antracite è stato concepito e disegnato da Michela Rompato in collaborazione con l’architetto Ruggero Marzotto e forgiato artigianalmente. “Il Leggio rappresenta l’anima esposta, senza protezioni, nuda.” – spiega l’artista – “I colori usati, ne esprimono la parte oscura, mentre nelle trame, diverse su ognuna della facciate s’intravede la singola volontà di emersione. Le perle applicate hanno una forma stilizzata che rimanda volutamente alla clessidra”.

La proposta di donazione avanzata dall’artista a conclusione dell’evento espositivo patrocinato dal Comune di Vicenza, è stata accolta con gratitudine e con soddisfazione del Presidente de “La Vigna” Mario Bagnara, anche perché è avvenuta a corollario di un esperienza artistica di importante valorizzazione dello Spazio Scarpa di Casa Gallo.

“L’opera donata non solo si armonizza perfettamente, per l’essenzialità forme e per il colorismo, con gli arredi di Casa Gallo, ma, per la sua vocazione funzionale originaria, seppur trasfigurata negli intenti dell’artista, si inserisce anche simbolicamente nel contesto di una Biblioteca di respiro internazionale” – osserva Mario Bagnara.

La donazione avverrà in forma ufficiale presso la Biblioteca La Vigna mercoledì 3 maggio alle 18.00, in occasione della presentazione del libro “Vicenza. Piccola antologia di luoghi, personaggi e ricordi letterari”, con un intervento del Presidente della Biblioteca Mario Bagnara e alla presenza dell’Assessore alla Partecipazione del Comune di Vicenza Annamaria Cordova, che ha seguito dagli albori lo sviluppo del progetto espositivo di Michela Rompato.

 

Ufficializzazione della donazione: 3 Maggio 2017 ore 18.00

Centro di Cultura e Civiltà Contadina – Biblioteca Internazionale La Vigna – Palazzo Brusarosco Zaccaria – Contrà Porta Santa Croce 3 – Vicenza

Read more

“Eventi in corso tra i lavori di Michela Rompato”

“Eventi in corso tra i lavori di Michela Rompato”

EMERSIONI

Eventi in corso tra i lavori di Michela Rompato

7-8-9 aprile 2017

Casa Gallo | Spazio Scarpa| Palazzo Brusarosco Zaccaria – Contrà Porta Santa Croce 3 – Vicenza

Nei giorni tra venerdì 7 e domenica 9 aprile 2017 l’artista vicentina Michela Rompato esporrà nello Spazio Scarpa a Palazzo Brusarosco Zaccaria, in Contrà Porta Santa Croce 3 a Vicenza, le sue tele e le sue installazioni, realizzando così un progetto di animazione artistica interdisciplinare, in collaborazione con la prestigiosa Biblioteca Internazionale – Centro di Cultura e Civiltà Contadina “La Vigna” e patrocinato dal Comune di Vicenza.

L’idea che sottende il progetto artistico di Rompato è che la fruizione delle arti visive, e più in generale delle esperienze artistiche sensoriali, si debba realizzare attraverso i volumi architettonici, concepiti non come meri contenitori, ma come spazio sociali da vivere.

Ne deriva che l’allestimento dei lavori selezionati di Michela Rompato sarà armonizzato con gli arredi dell’esclusiva location e sarà modulato a seconda della luce e degli spazi in cui le opere troveranno la loro naturale collocazione e intesseranno un rapporto con il pubblico, oltre le barriere visibili e invisibili.

“Perché – come spiega l’artista – la mia ricerca è una scommessa con la vita, un tentativo di far emergere anche in chi osserva i miei lavori il desiderio di liberarsi dai propri condizionamenti: una presa di coscienza delle proprie “barriere”, per riuscire poi a distaccarsene lungo un intenso percorso interiore, anche entrando in empatia con gli altri per cogliere e comprendere ciò che è diverso da noi; perché, nel movimento continuo della vita, “nessuno si salva da solo”.

Un movimento, quello di Rompato, che, uscendo dalla bidimensionalità della tela, – “prende finalmente forma nelle installazioni e condivide con l’osservatore il medesimo spazio in un dialogo alla pari” –  osserva il critico d’arte Francesca Rizzo.

Lo Spazio Scarpa sarà dunque la location in cui esprimere una concentrazione di arte nella forma di un “long week-end happening”, con un programma di animazioni culturali esegetico dei lavori di Michela Rompato:

Venerdì 7 aprile 2017 ore 19.00-21.00

Note sulle Anime: aperitivo musicale con il sassofonista Mauro Baldassarre


Sabato 8 aprile 2017 ore 17.00

La “spola” da Rompato a Rompato: la poesia di Romana e l’arte pittorica di Michela

benvenuto del Presidente della Biblioteca “La Vigna”  Mario Bagnara

intervento dell’Assessore alla Partecipazione del Comune di Vicenza Annamaria Cordova

introduzione della Dott.ssa Michela Menegus Paulin

intervento dell’artista Michela Rompato


Domenica 9 aprile 2017 ore 11.00

Le EMERSIONI di Michela Rompato alla luce di Carlo Scarpa

intervento dell’Arch. Ruggero Marzotto

I densi contenuti artistici troveranno il loro contraltare nella cultura del cibo e del vino offerti durante momenti: i prodotti della Fattoria Sociale Il PomoDoro onlus e il vicentino vino Tai della plurisegnalata Cantina Pegoraro di Mossano.

Michela Rompato, pittrice vicentina prevalentemente autodidatta, si avvicina al mondo della pittura seguendo i corsi del maestro Vincenzo Ursoleo, sotto la cui direzione riconosce sin da subito in sé una propensione verso l’astrattismo. Rifuggendo il figurativismo tout-court, la sua ricerca di resa pittori­ca è tesa al superamento, anche mediante la pratica di una pittura materica dove i prediletti co­lori acrilici si fondono dapprima con polveri e smalti per poi esser incorporati in garze, corde, tessere di perle e tutto ciò che di materiale possa esser suscettibile di trasposizione concettuale, evolvendo in parallelo una continua ricerca nell’uso del colore puro. I quadri di Rompato sprigionano una tensione emozionalmente liberatoria; in particolare gli ultimi lavori propongono delle vere e profonde riflessioni sull’esistenza di ogni singolo indivi­duo: dalla dimensione della tela, l’artista approda ad opere tridimensionali e scultoree, esaltate anche dall’utilizzo di supporti ed installazioni progettati e costruiti ad hoc.

L’ingresso all’esposizione ed agli eventi è libero e gratuito.

L’esposizione è aperta con i seguenti orari:

Venerdì 7 aprile: ore 18.00-21.00

Sabato 8 aprile e Domenica 9 aprile: ore 10.00-12.00/15.00-19.00

Read more